COME MIGLIORARE LE NOSTRE RELAZIONI ? Parte terza

 

  • Essere propositivi per il superamento delle crisi ( andare incontro all’altro senza rinunciare a se stessi e a ciò che detta la propria coscienza).

  • Esprimere le proprie motivazioni ( il perché di un determinato comportamento), le proprie intenzioni, i propri bisogni attraverso il dialogo.

  • Mettere l’altro a proprio agio per far sì che possa esprimere liberamente ciò che pensa e ciò che sente ( senza il giudizio, ma con accoglienza).

  • Essere sempre se stessi senza maschere e strategie calcolate

  • Non lasciarsi gestire dalle proprie paure e dall’ansia. La paura e l’ansia inducono a comportamenti e a decisioni sbagliate ( scarsa lucidità e mancanza di equilibrio).

  • Non alimentare la rabbia con il rancore, il risentimento, l’odio, la proiezione sull’altro delle proprie zone d’ombra e del proprio vissuto.

  • Alimentare, nutrire la relazione senza dare mai nulla per scontato e dovuto.

  • Proferire tre parole chiave ( Papa Francesco) : permesso?, grazie, scusa.  

COME MIGLIORARE LE PROPRIE RELAZIONI ? Parte seconda

COME MIGLIORARE LE PROPRIE RELAZIONI ?

Parte seconda

  • Non giudicare. Valutare il comportamento, non la persona in questione.

  • Relazionarsi attraverso il confronto e lo scambio nella volontà e nell’impegno di cambiare ciò che va cambiato per il bene della relazione.

  • Comprendere il significato di ogni relazione come specchio e come esperienza di crescita personale.

  • Disporsi all’ascolto di se stessi e dell’altro.

  • Uscire dal proprio punto di vista per allargare l’orizzonte di visuale (fraintendimenti, false interpretazioni e convinzioni, schematismi rigidi, partitismi, prese di posizione…) e rendersi disponibili al chiarimento.

  • Cercare di comprendere ciò che sta a monte della controversia ( accettazione della fragilità dell’altro nell’ottica della disponibilità all’aiuto e al sostegno).

  • Porsi con senso di responsabilità e assunzione di eventuali rischi ( coraggio nel mettersi in gioco al di là delle proprie vulnerabilità e paure).

COME MIGLIORARE LE NOSTRE RELAZIONI ? Parte 1

COME MIGLIORARE LE NOSTRE RELAZIONI ? Parte 1

Posted on 26\1\2016 by Cailloux

Nel senso spirituale e psicologico le relazioni hanno il significato, attraverso il confronto con l’altro e gli altri, di conoscersi e di fare emergere delle parti di sé ( Legge dello specchio), per prenderne coscienza.

Qualsiasi situazione relazionale, anche quella che consideriamo negativa, perché fonte di frustrazione o di sofferenza, esprime la giusta esperienza per ciascuno, poiché ognuno attrae a sé ciò di cui ha bisogno.

L’altro dunque funge da maestro, allo scopo di fare pervenire ad una presa di coscienza, necessaria alla propria evoluzione.

Per giungere ad una visione obiettiva della propria individualità, è di fondamentale importanza acquisire la propensione alla osservazione neutrale, attenta e continua di sé.

E’ bene rendersi sempre consapevoli dei propri pensieri, dei propri sentimenti, delle proprie emozioni e delle proprie azioni, per evidenziare eventuali contraddizioni, conflittualità e incoerenze tra ciò che pensiamo, sentiamo, diciamo e facciamo.

Un approccio equilibrato e all’insegna dell’armonia produce buone relazioni.

A questo scopo gli ingredienti sono molteplici.

Tra questi le seguenti considerazioni:

  • Superare l’eccessivo individualismo e l’eccessiva identificazione con il proprio ruolo e i propri ruoli ( visione egocentrata). Questo approccio è il risultato dell’idea di separazione tra l’io e il tu e dell’ambizione egoica di raggiungere ruoli di prestigio e di privilegio, secondo lo status simbol. L’io si sente minacciato dall’altro e spesso ogni intervento da parte dell’altro viene configurato come una invasione del proprio territorio.

  • Evitare la gerarchia dei ruoli ( prese di posizione rigide e lotte di potere), ma perseguire il rispetto e l’accettazione delle differenze di ruolo nell’ottica del confronto e del dialogo.

  • Esprimere empatia, accoglienza, onestà e lealtà.

  • Interloquire con l’altro attraverso una comunicazione assertiva ( mettere il proprio interlocutore sullo stesso piano).

LE NOSTRE DOMANDE … PER CHI HA SETE DI VERITA’.

Abbiamo pensato di rivolgervi TRE domande …

Siete liberi di non rispondere, ma se lo farete, ricordatevi  che anche VOI state cooperando alla  concretizzazione della VERITÀ, nell’ottica di un sano confronto e scambio.

  • Avete anche voi la percezione del cambiamento, che sta avvenendo, a livello di ciascuno e a livello Planetario?
  • In quale modo ci si può impegnare per favorire il processo di cambiamento in atto?
  • Pensate che uniti, nel nostro pensare, potremmo fare la differenza?

(Se volete rispondere ad una o a tutte le domande, dovrete utilizzare  l’opzione “lascia un commento” in fondo all’articolo. Se vi iscriverete al blog avremo la possibilità di rispondere al vostro pensare.)

IL PUNTO DI NON-RITORNO

Il punto di non- ritorno

Ma perché spesso le nostre aspirazioni non si concretizzano nonostante le buone intenzioni, la coerenza tra i buoni propositi e le azioni, il senso di responsabilità e la fermezza nel raggiungere i nostri obiettivi ?

Le risposte più ricorrenti riguardano:

  • la conflittualità tra la volontà dell’Io e la volontà dell’anima

  • il karma

  • la contrapposizione tra i desideri e i veri bisogni

  • la qualità del tempo ( non è ancora il momento)

  • il fatto che, una volta individuati gli obiettivi, non si lascia andare

Può esistere ancora un’altra possibilità.

Ciò che non si realizza, è perché il processo di concretizzazione non ha raggiunto il punto di non-ritorno.

Il flusso del divenire si dispiega secondo un movimento a sinusoide.

Ciò che consente il raggiungimento del punto di non-ritorno, è l’elaborazione e la consumazione di un processo , che prevede una fase di ascesa e una fase di discesa ( onda sinusoidale).

Il punto di intersezione tra ascesa e discesa è il punto di non-ritorno.

Qui avviene una trasformazione a livello energetico e una presa di coscienza a livello individuale, che consente la svolta della concretizzazione del cambiamento.

PROCESSO DI CONCRETIZZAZIONE

Il nuovo anno segna un nuovo cambio di frequenza vibrazionale

E’ appena iniziato un nuovo anno.

Questo periodo segna in modo preciso e definito l’avvio del cambiamento.

Cambiamento come rinnovamento.

Cambiamento come trasformazione.

Cambiamento secondo le Note dei Valori dello Spirito.

Le vecchie strutture del passato sempre più si stanno indebolendo.

L’aria del rinnovamento soffia il vento della trasformazione.

Questo anno dunque segna l’avvio, l’inizio di questa fase nuova per l’umanità e per ognuno ( 2012- 2016 : anni 4 ).

Il numero 4 nel suo significato simbolico indica la concretizzazione.

Il processo di concretizzazione

Avviene attraverso Leggi specifiche che avviano il percorso per concretizzare l’idea primaria di un disegno.

Queste Leggi codificano delle Informazioni Superiori che sono in grado di trasferire e trasformare l’idea originaria in un processo costituito da 4 fasi principali :

  1. Volontà dell’idea originaria

  2. Movimento energetico che promuove l’inizio del processo di realizzazione. L’Energia principe della Creazione è quella dell’Amore che catalizza e unisce ogni molecola di un elemento e di tutti gli elementi. L’idea messa in moto dall’Energia Primaria si muove per trovare il proprio radicamento.

  3. Gestazione. L’idea comincia gradatamente ad assumere una sua forma .

  4. Concretizzazione . L’idea da stampo si trasforma e si cristallizza, collassa in una forma concreta.

Ma tutto il processo è condizionato a sua volta da altri fattori e variabili:

  • correlazioni

  • interrelazioni

  • concause

  • sincronicità

Il tempo quindi per raggiungere la concretizzazione di una idea originaria è di natura variabile e non definita in assoluto.

Ciò che conta è sicuramente la natura delle intenzioni, ma anche la correlazione esistente tra il progetto individuale e il Progetto Superiore Divino.

Quando esiste questa correlazione la possibilità di concretizzazione e di velocizzazione sono più che plausibili.