DOPO LA MORTE : UNA TESTIMONIANZA REALE Seconda Parte

 

 

DOPO LA MORTE : UNA TESTIMONIANZA REALE

Seconda parte

Così, in seguito, l’anima della mia cara amica ha continuato a dirmi :

La mia permanenza nella dimensione di Luce, alla quale sono pervenuta, mi sta permettendo di continuare ad elaborare l’esperienza del mio vissuto alla luce della Verità.

In questa elaborazione non mi trovo da sola, ma sono assistita da miei Maestri, che, amorevolmente, mi hanno accolto e aiutano la comprensione della consapevolezza.

Ciò che è riccamente appagante, è questa Realtà, fatta di autenticità e unicità.

Mi trovo a vivere in questa realtà dell’Essere, dove esiste soltanto la Consapevolezza dell’Amore.

Questi Maestri Sono Amore e agiscono all’unisono con ciò che Sono.

Ci si sente a casa, finalmente in assonanza con ciò che è Vero.

Qui non mi sento sola, non mi sento incompresa, non mi sento smarrita o confusa. Qui si vede e si è guidati nella Verità, attraverso l’Amore.

Non riesco a spiegarti con altre parole questa esistenza, ma ti dico che se, per raggiungere questo stadio, erano necessarie tutte le sofferenze che ho patito, allora ne è valsa la pena.

Anche perchè quelle sofferenze, per quanto devastanti per il corpo e lo spirito, sono passate. Sono state una fase. Ciò che conta, è che io sono riuscita a raggiungere questo traguardo.

Con questo non voglio dire che abbandono o rinnego la realtà terrena e tutto ciò che mi lega ad essa. Voglio soltanto affermare che, grazie al raggiungimento di questo traguardo, vedo le cose per quello che sono e non per quello che possono sembrare.

La mia osservazione è senza recriminazioni. Mi rendo conto sempre di più che ogni cosa ha avuto un proprio senso e significato nel mosaico della mia esistenza.

Non si deve interpretare l’esistenza come discontinua tra la vita e la morte, ma come un continuum.

Ogni incarnazione rappresenta la messa in opera di un piano in itinere.

Per farti comprendere di qua si progetta sulla carta, nell’incarnazione si agisce concretamente.

Di qui si continua ad evolvere, ma l’evoluzione riguarda l’Essere, lo stato dell’Essere, spogliato dal veicolo della personalità.

Incarnandosi, si evolve attraverso la personalità.

La differenza consiste che nel Mondo ultraterreno si vive secondo il grado della propria coscienza animica, nel mondo dell’incarnazione si vive secondo la coscienza della personalità, allineanda con la coscienza dell’anima.

Proprio questo stato di cose permette, attraverso l’esperienza, il progredire della consapevolezza.

In questo mio presente la mia anima possiede tutte le memorie del suo vissuto e delle personalità assunte, di incarnazione in incarnazione, come anche di quella mia ultima.

Quando ero incarnata, queste memorie sussistevano comunque, ma io non me ne rendevo conto e rimanevo concentrata sull’esperienza della mia personalità, veicolo, che la mia anima aveva scelto, per espletare il suo piano.

E questa finta separazione mi ha permesso di agire e reagire senza il condizionamento del ricordo della coscienza della mia anima.

Scopo di questo gioco è raggiungere il grado in cui la personalità agisce secondo l’anima, indipendentemente dal suo ricordo.

Quando questo avviene, l’individuo si trova ad essere allineato con il suo progetto.

Ciò favorisce il libero flusso e situazioni di minore sofferenza e conflitti.

Sono finalmente in pace. E’ come se avessi chiuso per sempre una fase della mia esistenza, guarendo, rinascendo a una nuova coscienza liberatoria verso orizzonti nuovi e più promettenti, perchè più consoni con la Verità.

Sono in compagnia di altre anime.

Qui il Tempo non è scandito dal “prima e dal dopo”, ma da ciò che è. Non da ciò che è stato o da ciò che sarà. Ma soltanto da ciò che è. Dunque si vive in base allo stato dell’Essere.

Il “fare” è delineato dal movimento dello stato dell’Essere, che, a sua volta dà un imprinting vibrazionale per l’ecosistema spirituale.

E’ un’altra Realtà. Esistono altre Leggi…….”

L’ ALBA DI UNA NUOVA STIRPE UMANA

L’ALBA DI UNA NUOVA STIRPE UMANA

E’ Tempo di Essere.

Ognuno è chiamato a questo appello. Ognuno è chiamato a risvegliarsi alla Verità.

Ognuno è chiamato ad uscire dal tunnel e dalla gabbia, che opprimono la libertà di essere veramente se stessi.

Essere veramente se stessi non significa realizzare i bisogni primari, comunque transitori, temporanei e relativi, di sopravvivenza o di appagamento egoici, che sono strumenti del proprio esperire e non fini assoluti.

Essere veramente se stessi non significa conseguire status di prestigio sociali, considerati tali dall’ottica distorta dell’Ego, quando questo vive separato, per stato di consapevolezza, dalla Vera Realtà.

Essere veramente se stessi significa avere il coraggio del cambiamento, il coraggio di non avere paura del cambiamento e nel cambiamento.

Cambiamento come trasformazione, come rinnovamento profondo, come risanamento, come accoglienza di ciò che è vero.

Cambiare per accogliere in sé i semi di ciò che non muta mai, perchè è Assoluto, perchè è Verità.

Nel tempo del divenire tutto scorre, tutto cambia, e ciò che si perde, strada facendo, è tutto ciò che è obsoleto, malato, illusorio, falso.

Si perde tutto ciò che costituisce uno ostacolo, un rallentamento al proprio avanzare.

La strada verso la Verità rende l’uomo più libero. Libero dai propri fardelli, dalle proprie zavorre, dalle proprie illusioni e angosce, che tarpano le ali e impediscono il volo verso la Leggerezza e la Pienezza dell’Essere.

Essere veramente se stessi significa riacquisire consapevolmente il proprio Vero Potere.

Il Vero Potere non corrisponde alla concezione di dominio, di tirannia e di volontà di supremazia dell’Ego, ancora vincolato all’idea distorta di superiorità, di controllo, di manipolazione, di mistificazione, di diritto al privilegio, di separazione, di discriminazione, di violenza, di aberrazione, di perversione.

Il Vero Potere è rappresentato dall’esercizio consapevole da parte dell’uomo della Verità nella Verità. Dall’espletamento dei propri veri talenti e della propria vera unicità. Dal ritrovamento della propria vera Dignità e del proprio vero ruolo nella Creazione.

E’ tempo di Essere. L’appello ormai è inesorabile. La Verità sta parlando ad ogni cuore. E la Sua Voce si riconosce senza alcun dubbio.

Occorre soltanto mettersi nelle giuste condizioni per accorgersi del Suo Richiamo, più che mai imperioso in questi tempi.

Le giuste condizioni sono quelle che riconducono al contatto intimo con se stessi. E per addivenire a questo contatto, occorre concedersi dei momenti di pausa, di quiete, di raccoglimento, di silenzio.

Il silenzio parla più di ogni altra parola.

Il continuo frastuono disturba, distrae, acceca, ammutolisce e rende l’uomo schiavo e schiavizzato dai luoghi comuni.

E’ bene quindi ogni tanto fermarsi, per ricontattare la propria individualità, per ritrovare i propri veri pensieri e i propri veri sentimenti.

Occorre prendere coscienza, essere vigili e attenti per riuscire ad individuare i memi, i virus patogeni del sistema organizzato e strutturato vigente, che vuole e si adopera per rendere le masse prive della capacità di discernimento e di scelta.

La Verità è UNA.

E’ bene che l’uomo si rammenti che prima di esistere come individuo identificato nel proprio nome, nella propria famiglia, nella propria cultura, nella propria professione e nei propri ruoli, esiste in virtù di una Realtà a monte, che vive nel Tempo dell’Eternità e che ha dato origine alla personalità e al corpo biologico, veicoli dell’anima.

Questa Verità è stata smarrita da molti e deve essere recuperata per ritrovare il proprio Centro.

La grande prigione dell’uomo è l’oblio.

E dall’oblio nasce la paura, perchè l’oblio è tenebra.

Che tutta l’umanità possa ritrovare in tempi brevi la memoria del proprio vero Lignaggio.

Una nuova stirpe umana si sta affacciando all’orizzonte e questa nuova stirpe enuncia una individualità espressa secondo la riappropriazione graduale della propria Verità ( propria Essenza).

E’ bene accettare mentalmente la propria Essenza, accettare mentalmente la possibilità che ogni uomo ha una Essenza Archetipale Divina.

L’Ego si inorgoglisce quando è avulso dal proprio Sè. Ma quando è allineato al proprio Sè, diventa il giusto veicolo per manifestare la propria Vera Realtà.

Questo processo di allineamento graduale prevede anche un adattamento ( guarigione, risanamento) precipuo del corpo biologico, poiché nell’individuo nulla è separato, ma ogni parte di se stesso è in comunicazione e compenetrazione.

Quindi il cammino verso la Verità non include soltanto il graduale discernimento tra ciò che è vero e ciò che è falso, ma contempla anche la riacquisizione della memoria della propria Vera Identità e l’armonizzazione con la propria Verità ( Essenza), con la propria Divinità.

Che la Luce della Verità rischiari ogni mente e ogni cuore.

LA VERITA’ E I FALSI PROFETI

LA  VERITA’  E   I   FALSI   PROFETI

Esiste una sola Verità e tutto ciò che non rivela il connubio stretto con la Verità, è inganno.

La Verità è insita nel Nucleo originario di ciascuno, dunque esiste un richiamo interiore che conduce alla Verità.

Questo richiamo è ciò che si può definire come un forte magnete, in grado di attirare, di ricongiungere ogni individuo alla Sua Eterna Matrice.

Ma questo richiamo prepotente, perchè fortemente magnetico, può essere obnubilato dalle scorie e dagli strati di inconsapevolezza, presenti e radicati nell’individuo, e alimentati da stati di coscienza involuti o ottenebrati.

Questa situazione produce caos, scompiglio e confusione, come ad un navigante che, nel suo errare, non riesce a trovare la stella polare per il suo giusto orientamento.

Egli non trova la stella polare, perchè ha perso le sue coordinate e quindi naviga nel mare dell’incertezza, in preda ai fumi del travisamento della realtà, prodotto dalle proprie proiezioni illusorie ( miraggi) o dalle proiezioni altrui.

In queste condizioni l’individuo è fortemente vulnerabile, facile preda, in balìa di manipolazioni e di mistificazioni da parte di terzi.

Questo navigante, smarrito nel mare dell’ignoranza e dell’oblio, confonde nel suo cielo ogni stella, che incontra, come la vera stella polare e quindi procede alla rinfusa, fino a quando nel silenzio ( presenza dell’Essere) comincia ad attivarsi la memoria della Verità, marchio indelebile dell’Essere.

A questo punto egli comincia a risvegliarsi da un torpore ipnotico e cieco, che gradatamente ripristina una connessione con l’Essere, con la Verità.

La fede è il frutto del ripristino di questa connessione, che si era interrotta.

Da questo momento in poi, l’individuo intraprende un cammino rivolto al discernimento tra ciò che è vero e ciò che è falso.

E ciò che è vero, trova una risonanza inconfutabile nel profondo.

E questa risonanza non è la conseguenza di un credo, ma riveste la voce di un sentire, di una intuizione, che non può essere collegata a nessuna forma-pensiero od elaborazione intellettuale di qualsiasi natura.

L’individuo in questo caso sa senza sapere ciò che sa.

Chi non sa distinguere questa voce, è perchè ancora non è in grado di riconoscere la Verità, che naturalmente gli appartiene.

E se non la riconosce, è perchè egli non è in risonanza con Essa.

Esistono comunque dei parametri che possono aiutare a riconoscere la Verità dall’inganno.

L’Essere incarna l’Assoluto, lo stato archetipale, l’Essenza pura della Vita.

Dunque nell’Essere la sostanza corrisponde alla forma.

L’Essere incarna Bellezza, Armonia, Amore.

E’ un falso profeta colui che esprime pensieri, intenzioni e parole improntate sulle mistificazioni, sul giudizio, sul pregiudizio, dunque sull’idea di separazione  ( distorsioni e patologie dell’Ego).

Il vero profeta agisce e parla secondo i valori della com-prensione, della lucida analisi, priva di giudizio o pregiudizio nell’intento di unire, non di mettere gli uni contro gli altri, non di alimentare sentimenti di rabbia o di odio distruttivi, e non di diffamare o denigrare alcuno.

L’Amore si sa riconoscere. Il suo tocco è inequivocabile e lascia sempre la traccia di sé, perchè l’Amore è la linfa vitale, è il Respiro di Dio.

L’Amore risveglia, travolge, trasforma, trasmuta, affina, armonizza, libera, guarisce.

L’Amore è il linguaggio principe per eccellenza.

E’ il linguaggio, il cui motore è il cuore, non la mente.

L’Amore accoglie, rassicura, dà pace, dà benessere, dà nutrimento.

L’Amore è la corrente che porta al ritrovamento della stella polare ( Dio).

IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE E LE ANIME GEMELLE Parte seconda

 

 

 

IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE E LE ANIME GEMELLE        Parte seconda

Il processo di integrazione riguarda principalmente l’allineamento dell’Ego alla realtà dell’anima, che, a sua volta, tende ad allinearsi con la realtà del Sè.

Questo allineamento è favorito ed accelerato dalla relazione tra anime gemelle.

Possono esplicarsi varie tipologie di ruoli, ma la relazione che esprime il carattere di pieno completamento, è la relazione di coppia, in quanto , in questo caso, si verifica una complementarietà anche sul piano fisico-sessuale.

L’energia sessuale esplica in tali condizioni una potente opera creatrice e trasmutatrice, con salti quantici di coscienza ( vedi articolo sulla sessualità).

Quando si verificano il reincontro e la relazione piena e consapevole tra due individui, legati da un gemellaggio animico, la potente attrazione, frutto del magnetismo animico, conduce ad una fusione completa per ritrovare le condizioni dell’unità.

Se si verifica il riconoscimento, è perchè entrambi si trovano ad una soglia di consapevolezza che permette il riconoscimento stesso.

E il riconoscimento produce l’attivazione di memorie sopite e la coscienza del legame animico.

Il legame animico è specifico nella sua peculiarità, perchè manifesta una assonanza o una risonanza, dunque delle affinità elettive.

Quando avviene un reincontro tra due anime gemelle, questo è sempre la manifestazione di un percorso individuale in scala evolutiva.

Il reincontro tra anime gemelle, che incarnano ruoli al di fuori di quelli di coppia ( madre, padre, figlio, fratello…), riveste per lo più un significato e uno scopo di accompagnamento e di guida nel corso di una esistenza.

La natura del ruolo investito dipende dal piano individuale e dal tipo di assonanza. Esistono assonanze specifiche che possono anche determinare la natura e la predisposizione ad incarnare determinare ruoli.

Può essere che, nel corso delle varie esistenze, un individuo possa reincontrare stesse anime gemelle.

Questo comporta il fatto che è necessario, poiché esse sono accomunate da un percorso simile per progettualità.

Quindi un individuo nel suo iter evolutivo incontrerà e reincontrerà un determinato numero di anime gemelle, consone al proprio progetto.

Ma ciò che si differenzia, di volta in volta, è che l’esperienza si esplica, via via, su un grado più ampio di consapevolezza.

Quando avviene il reincontro consapevole tra due individui in gemellaggio animico, è inevitabile che la relazione segua il suo corso.

Possono verificarsi resistenze o difficoltà, ma queste sono destinate a essere trascese, perchè l’anima di entrambi ha bisogno di quella esperienza per avanzare nel suo progetto.

E quando avviene ciò, la relazione che ne consegue, esprime l’esperienza concreta di un percorso, di un progetto da realizzare insieme nel tempo, secondo gli intenti superiori individuali al servizio della Causa della Luce.

Ecco perchè il reincontro consapevole tra anime gemelle si verifica, per lo più, lungo il processo di ascesa, nel quale si instaura il processo di integrazione.

Quando avviene invece il reincontro tra due individui, uniti da un gemellaggio animico, che non si trovano entrambi ad una soglia di consapevolezza in grado di concepire il riconoscimento, questo evento è da considerarsi come una possibilità che può concretizzarsi nel momento giusto.

L’anima attrae a sé degli eventi consoni alla sua progettualità. E attrae a sé anche le possibilità più appropriate al suo scopo.

Se questo reincontro avviene, è perchè quella possibilità è la più attendibile per realizzare i fini dell’anima.

In questo caso chi, tra i due, è più consapevole, fa da traino, da guida per accelerare la presa di coscienza dell’altro.

IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE E LE ANIME GEMELLE Parte prima

 

 

IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE E LE ANIME GEMELLE  Parte prima

Ogni individualità esprime il proprio stato di coscienza attraverso un corredo vibrazionale proprio e inequivocabile.

L’anima è figlia dello Spirito, è la scintilla del Fuoco dello Spirito, che si incarna in vita, in vita per completare il proprio processo evolutivo di ascesa verso la riappropriazione della Verità.

L’Ego è il veicolo dell’anima incarnata che provvede ad adempiere al piano incarnativo dell’anima stessa nel qui e ora.

Quando l’anima risvegliata inizia il suo processo di ascesa, avviene un iter di integrazione dell’Ego allo stato di consapevolezza raggiunto dall’anima.

Questa è una fase indispensabile per proseguire il processo di ascesa, che prevede in seguito l’integrazione( l’allineamento) con le frequenze dello Spirito e quindi con le frequenze del proprio Archetipo.

Nel processo incarnativo assumono grande rilievo le esperienze attraverso incontri e relazioni.

Di importante valore è l’integrazione di un individuo in ascesa con le proprie controparti animiche, per accelerare l’ascesa stessa.

Esiste un gemellaggio di anime per risonanza e assonanza.

Per risonanza quando le due controparti, integrandosi ricostituiscono la monade originaria, attraverso l’ampliamento esponenziale di una unica Nota.

Queste due controparti complementari in origine erano un tutt’uno e risuonavano secondo una unica Nota ( uomo archetipale con struttura androgina) . In seguito al processo di caduta si sono separate ( trauma originario), pur mantenendo tra di loro un filo conduttore sottile di comunicazione come richiamo l’una all’altra.

Il gemellaggio per assonanza sussiste quando le Note della propria controparte sono affini per echi sonori ( due Note diverse, la cui integrazione dà origine a una nuova Nota).

Queste anime gemelle sono assonanti per affinità elettive, secondo la complementarietà della specificità della famiglia animica di appartenenza.

Esistono sette famiglie animiche in relazione ai 7 Raggi dell’Energia settemplice di Colui che E’.

Ad ogni famiglia appartengono numerosi gruppi di anime, differenziati tra loro da sottotoni della Nota madre.

Tutti questi sottotoni esprimono peculiarità e specificità propria, secondo la Progettualità Archetipica della Creazione.

Nel momento in cui si realizza un incontro di due individualità incarnate , caratterizzate da gemellaggio animico, questo evento si contraddistingue secondo la combinazione musicale in itinere.

Una anima, evolvendo attraverso l’esperienza delle incarnazioni, muta, secondo il grado di consapevolezza, la propria sonorità verso un accordo sempre più armonioso e completo con la Nota madre della propria famiglia.

Questo graduale accordo si consegue non soltanto attraverso l’ampliamento di coscienza, ma anche, e in gran valore, attraverso un processo di integrazione con le proprie anime gemelle.

E, via via, il reincontro avviene secondo le necessità di un’anima che ha bisogno di una determinata Nota in un dato momento del proprio cammino, per poter passare ad uno stadio ulteriore.

Quando avviene ciò, ecco che quell’anima attira a sé, per la Legge di Risonanza o Assonanza, un’altra anima in grado di formulare quel determinato accordo, necessario al processo evolutivo di ascesa.

E’ come se in uno spartito musicale occorresse, via via, richiamare delle note o sottotoni specifici, per trovare degli accordi secondo Armoniche.

Non esiste un numero quantitativo preciso delle proprie anime gemelle per estrazione familiare, poiché gli Archetipi contengono possibilità illimitate.

La Famiglia animica racchiude la specificità della individualità dell’Anima, figlia dello Spirito, Nucleo dell’ Entità.

L’ EGO E LE SUE DISTORSIONI

 

 

L’EGO E LE SUE DISTORSIONI

Il processo di differenziazione della Manifestazione dell’Essere procede per gradi sino a raggiungere lo stadio della individualizzazione e quindi dell’Ego.

Quindi ciò che viene chiamato Ego, è da intendere come lo stadio finale del processo di differenziazione.

L’Ego, dunque, si identifica con quelle caratteristiche individuali, atte ad esprimere la soggettività della persona, per adempiere al proprio progetto animico.

L’Ego è un aspetto parziale del Sé e ha lo scopo di esteriorizzare oggettivamente le tendenze, gli atteggiamenti, le convinzioni, le credenze, i pensieri, le emozioni di una persona.

L’Ego ha la visione della realtà frammentata, poiché l’Io si vive separato dall’altro.

La visione dell’Ego è limitata a causa dell’orizzonte limitato.

L’Ego, percependo la realtà come un insieme di elementi a se stanti, finisce col porre delle barriere, dei confini tra sé e gli altri, considerando gli altri, gli altri elementi, estranei a sé.

Di conseguenza il suo discernimento viene espletato in base a questa convinzione e alla valutazione che ne risulta.

Quindi il giudizio di bello, brutto, buono, cattivo, dolce, amaro, piacevole, disdicevole, e così via, si relativizza, seguendo i dettami della personalità, impartiti dall’esperienza soggettiva o, indirettamente, dai condizionamenti indotti dalla famiglia, dalla cultura, dalla religione, dal sociale.

Inoltre l’Ego ha una propria visione anche di sé e questa immagine corrisponde alle credenze consce e inconsce , espressione del proprio vissuto.

L’Ego è una struttura dell’essere, indispensabile alla manifestazione della vita incarnata. Indispensabile perchè la sua funzione è anche quella di provvedere alla sopravvivenza, tramite l’esplicazione e l’appagamento dei bisogni primari e tramite il raggiungimento di obiettivi concreti per realizzare la vita contingente e quotidiana.

Nel momento in cui avviene l’ incarnazione in un corpo fisico e man mano che si consolida il radicamento nella realtà terrena, l’individuo perde la memoria dell’esistenza della propria anima e del suo piano, per identificarsi totalmente con il proprio Io.

La totale identificazione con il proprio Ego porta a identificarsi anche con i connotati egoici ( nome, sesso, corpo fisico, famiglia, classe sociale, professione, ruolo, beni materiali ).

Quando si attua questa totale identificazione , succede che l’individuo perde il contatto con la propria parte animica, finendo con l’espletare la vita secondo e soltanto attraverso i crismi egoici.

Succede anche che , a causa della visione limitata dell’Io, la persona interiorizzi una immagine di sé e degli altri distorta, che dà adito a fraintendimenti, a illusioni, a falsi bisogni, ad aberrazioni.

Quello che è in grado di svegliare la coscienza da questo torpore è la sofferenza.

La sofferenza ha lo scopo di pungolare la coscienza dell’Io, per aprirla a una nuova visione di sé e della realtà.

Le crisi interiori profonde scuotono l’individuo, per risvegliarlo dal sonno ipnotico e cercare nuove risposte alle proprie domande e un senso della propria vita e della Vita.

La paura della morte fa da richiamo costante, affinchè la mente individuale non dimentichi del tutto il ricordo della Verità.

La morte mette a nudo le false convinzioni dell’Ego e ispira l’Io ad oltrepassare il velo dell’apparire.

Davanti alla morte cadono tutte le illusioni egoiche, lasciando un vuoto nel quale si può ritrovare il mistero della Vita.

La mente dell’Ego vuole tutto spiegare e capire secondo la sua logica, improntata sulle note della razionalità.

Ma il ricordo dell’essenza della Verità risiede nel Centro del Cuore, sede dell’Intuizione e della Saggezza.

Ogni paura legata all’uomo è soltanto il surrogato della paura primaria della morte, intesa da parte dell’Io come la fine di sé, come la fine del proprio delirio di attaccamento e possesso, come la fine di tutti i propri sogni e affetti.

Questa convinzione è talmente radicata nell’ Ego che l’individuo è portato ad esorcizzare l’esistenza della morte, come se questa non esistesse affatto oppure esistesse soltanto per gli altri.

La negazione della morte conduce ad alimentare le illusioni e le distorsioni egoiche.

La paura della morte è associata alla paura dell’abbandono e della solitudine, ancorata nell’Ego.

La paura della morte è associata al trauma originario, subito in seguito alla decisione dell’uomo archetipale di discendere nella Materia, che provocò la separazione dalla propria controparte animica ( parte complementare per eccellenza, la cui integrazione costituisce la propria monade).

Ogni lutto riconduce l’individuo a quel lontano trauma.

Nel momento in cui l’individuo prende coscienza della funzione della morte, amplia la propria visione della realtà, adducendo un significato nuovo e più consapevole.

TUTTO SI SVOLGE SECONDO UN DISEGNO

TUTTO SI SVOLGE SECONDO UN DISEGNO

Ognuno attira a sé le condizioni e le situazioni che gli competono per necessità in itinere.

Ognuno vive delle situazioni che sono necessarie alla sceneggiatura sul proprio palcoscenico della vita.

E ognuno attira queste situazioni in base a un proprio canovaccio, la cui stesura viene realizzata a monte, secondo un progetto in divenire.

Alcune situazioni si realizzano per la Legge della Causa-Effetto. Altre situazioni si concretizzano perchè quell’individuo ha bisogno di esperire quelle condizioni, che catalizzeranno in lui una presa di coscienza e una profonda trasformazione.

Altre situazioni vengono esperite in base a specifiche funzioni che l’individuo è in grado di espletare al servizio di se stesso e al servizio degli altri.

Altre situazioni inoltre si esperiscono in base a delle proiezioni inconsce di paure o memorie, scritte nel proprio archivio personale.

Tutto questo fa parte del gioco del divenire sul palcoscenico della vita. Ma ciò che conta è che l’esperire individuale porta necessariamente al progredire lungo la scala della consapevolezza, attraverso ruoli, funzioni e situazioni.

Il rapporto interpersonale assume un valore predominante, perchè , attraverso il confronto con l’altro e con gli altri, l’individuo conosce gradatamente se stesso, prendendo coscienza di alcuni aspetti di sé, che la situazione con l’altro e con gli altri permette di evidenziare e mettere in luce.

Le relazioni dunque assumono una valenza fondamentale per la conoscenza di se stessi e per la presa di coscienza della realtà.

Poichè la nostra realtà poggia le sue basi nella dualità, non esiste dolore senza gioia e non esiste gioia senza dolore. Come non esiste la notte senza il giorno e non esiste il giorno senza la notte.

Ogni individuo che si incontra sulla propria via rappresenta una parte di se stessi. Ogni individuo, con il quale si instaura un rapporto relazionale, appartiene alla propria dimensione della propria realtà.

Dunque ognuno attira a sé individui, relazioni, situazioni, condizioni.

Dunque tutto si svolge secondo un Disegno, un Disegno prestabilito che tiene conto del karma, ma anche del dharma.

Come è stato detto, quando un individuo risvegliato si trova sulla via dell’ascesa, comincia ad attirare a sé relazioni e situazioni più consone alle Note della Verità, ritrovando sempre di più anime affini, con le quali è possibile espletare il processo di integrazione, necessario per itinere.

Quindi chi si trova, per stato di coscienza acquisito, sulla via dell’ascesa attira a sé situazioni e condizioni sempre di più in sintonia con l’Essere, con la Vera Vita.

La Vera Vita non conosce dolore e sofferenza. La Vera Vita, quella dell’Essere, vive nell’Abbondanza e nella Gioia.

Una nuova Alba è per tutti coloro che sanno riconoscere la Luce della Verità.

E’ TEMPO DI ESSERE

E’ TEMPO DI ESSERE

Eil tempo di essere.

Cosa significa “essere” ?

Significa manifestare….. ciò che E’ in modo imprescindibile, indelebile, al di là di ogni tempo e di ogni spazio.

L’Essere dunque è lo Spirito vitale, unico e assoluto della Manifestazione della Vita.

L’Essere nella Manifestazione esiste. E la Sua Esistenza dà origine al divenire dell’esistenza stessa.

E’ tempo di essere….è tempo di Verità.

E’ tempo della Verità.

E’ tempo di spazzare via tutte le nubi e le coltri che oscurano la giusta visione della Vera realtà.

Il vento del rinnovamento sta spazzando la coltre dell’oblio e dell‘illusione.

E’ tempo di essere…. è tempo di lasciare andare ogni orpello e ogni zavorra che appesantisce e ostacola l’avanzare dei propri passi.

E’ tempo di essere ciò che veramente si è.

E’ tempo di manifestare la propria autenticità, unicità

E’ tempo che l’Ego, la personalità, si adegui alla Vibrazione e alla Musica dell’Essere.

E’ tempo che l’Ego ritrovi la propria vera funzione, che è quella di veicolare e catalizzare tutto ciò che è necessario alla manifestazione dell’essere.

E’ tempo di essere……essere nel proferire parole……essere nell’agire……essere secondo l’apertura del Cuore alle Note dell’Amore.

E’ tempo di essere…. nei pensieri…. nelle parole…. nelle azioni.

E’ tempo di essere…. affinchè la forma corrisponda alla sostanza.

E’ tempo di essere, di essere ispirati e illuminati dalla propria Vera Essenza, ove risiede il proprio vero Nome.

E’ tempo di essere.

I dadi sono tratti.

E’ tempo di essere….

Giunga ad ognuno l’aura della nuova Alba.

LA SESSUALITA’ Parte seconda

 

LA SESSUALITA’

Parte seconda

La Legge della dualità ha lo scopo di scindere per poi unire, per adempiere al divenire della coscienza.

Questa continua opera di scissione e poi di integrazione nel divenire esplica l’intento primo di Dio Creatore, che ha dato inizio alla Manifestazione di Sè, attraverso la differenziazione (non scissione : Dio…UNO) e poi l’unione della Sua Parte Maschile e della Sua Parte Femminile (Dio Padre e Dio Madre).

Dio, prima della Sua Manifestazione, era racchiuso, imploso in Se Stesso (ZERO).

Nel momento in cui Colui che E’ decise di Manifestarsi (UNO), promulgò un amplesso tra la Parte Maschile e la Parte Femminile di Se Stesso, attraverso il quale si originò l’esplosione orgasmica cosmogonica di tutta la Creazione.

Questo è il primo Atto della sessualità dell’Essere che si manifesta.

E ogni qualvolta un uomo e una donna si trovano nelle condizioni succitate (v. prima parte), proiettano, riflettono questo atto primario della Manifestazione di Colui che E‘.

Sulla scala adeguata al loro Archetipo e nell’apoteosi del loro amplesso, l’uomo e la donna producono una esplosione atomica e fotonica, in grado di promuovere un’opera di co-creazione.

Questa esplosione produce degli echi, in grado di trasmutare l’energia, in modo da promuovere dei salti quantici fotonici nella scala della crescita della consapevolezza.

In questo modo l’individuo uomo donna assurge alla trascendenza della dualità, diventando nel processo di integrazione Uno.

Tutta la Creazione è figlia dell’Amplesso tra il Pensiero (Parte Maschile) e il Sentimento  (Parte Femminile) di Dio.

Nella Coscienza dello Spirito la sessualità è costituita dall’unione di questi due Aspetti Archetipali di Dio.

Man mano che si discende per vibrazione lungo la scala della Creazione, l’aspetto della sessualità si accorda con le vibrazioni della coscienza di livello.

La sessualità degli Arcangeli corrisponde all’atto di Manifestazione della Vita a livello degli Archetipi (Modelli Perfetti codificati dal Dio della Creazione e di tutte le creature).

Attraverso la Coscienza di questo livello dell’UNO, il Pensiero e il Sentimento di Dio vengono conformati in assonanza con il grado dell’Essere corrispondente.

Pertanto gli Arcangeli attraverso questi due aspetti, che sono integrati, provvedono e vigilano affinchè il Processo della Manifestazione della Creazione attui il suo excursus innato.

Presso il livello degli Angeli l’adattamento vibrazionale si esplica attraverso un atto di concretizzazione della Manifestazione Archetipale per forma e specificità.

La concezione della sessualità, dunque, nell’ottica della Verità corrisponde sempre a un atto di creazione o di co-creazione nell’Amore e con l’Amore.

Quando avviene un rapporto sessuale tra due individui, questo include una compenetrazione non soltanto fisica, ma anche a livello sottile.

I corpi sottili di un individuo contengono le informazioni, il vissuto, i pensieri, le emozioni, il karma del soggetto. Quindi nel rapporto sessuale avviene lo scambio di tutto questo corredo presente nel campo elettromagnetico dei partners.

Da ciò deriva l’importanza della risonanza energetica nella coppia, affinchè si crei una assonanza che conduca verso una armonizzazione.

Quando esiste il sentimento dell’Amore da ambo le parti, si viene a creare una sintonizzazione con le note dell’Armonia.

Quando non sussiste il sentimento dell’Amore, si producono delle note distoniche, che, a lungo andare, possono causare squilibri e disturbi psichici..

Lo scambio nel sottile delle informazioni, presenti nel singolo campo elettromagnetico, produce degli effetti. Questi perdurano nel tempo, costituendo una memoria cellulare, che prolifica l’evoluzione dell’individuo, se corroborata dalle intenzioni del sentimento dell’Amore. Altrimenti si effettua una involuzione per caduta vibrazionale.

LA SESSUALITA’ Parte prima

 

LA     SESSUALITA’   Parte prima

Un aspetto della dualità è anche la sessualità.

Questa energia istintiva e potente porta ad attrarre, l’un l’altro,

due individualità che si magnetizzano per integrarsi e diventare uno.

Ma per giungere a questo processo di integrazione, occorre trovarsi nelle condizioni giuste. E le condizioni giuste sono quelle che abbracciano una relazione uomo-donna all’insegna del riconoscimento di se stesso nell’altro, attraverso un sentimento di complicità e amore.

Amore nella Verità, nel senso di amore nella condivisione, nella comprensione, nella empatia, nell’accoglienza, nell’ascolto, nella confidenza, nella apertura di cuore e mente, nella frequentazione, nella vicinanza, nello scambio, nel confronto, nella amicizia.

Esiste anche un’altra faccia della sessualità, che esiste quando l’individuo poggia le sue basi essenzialmente su fondamenti puramente egoici, narcisistici ed egopatici.

In tal senso la sessualità assume un aspetto di ricerca non della Verità, ma di ricerca del piacere, a volte fine a se stesso. Questa ricerca esclusiva del piacere è mossa essenzialmente dai propri istinti primari o da intenti manipolativi, insani per sete di potere, per abuso dell’affermazione aggressiva dell’Io, che mira alla separazione, alla supremazia, al dominio sugli altri.

In questo caso la sessualità si proietta nella dipendenza, nella ricerca e nell’abitudine alla promiscuità.

Come ogni aspetto dell’esistenza, anche la sessualità può trovare una deviazione o una aberrazione, a causa di uno stato di coscienza involuto.

L’uomo nel suo processo involutivo nella materia (processo di caduta) ha dimenticato la sacralità della sessualità, travisandone il vero e profondo significato.

La sessualità esprime la metafora del superamento della dualità per ritrovare l’integrazione nell’Uno.

Comunque sia, tutto fa parte dell’esperire, della sperimentazione che porta necessariamente al divenire della consapevolezza.

Dunque tutto ha una propria valenza, a seconda dello stato di consapevolezza di un individuo, che vive gli aspetti della propria esistenza, modulando questi attraverso le note della propria coscienza.

Più si progredisce nella scala verso la Verità e più l’individuo aspira, anela alla ricongiunzione con la propria anima gemella, per poter attuare il processo di integrazione, necessario per l’avanzamento del proprio progredire nella scala di ascesa.

Tutto dunque fa parte dell’esperienza.

Tutto dunque fa parte dell’esperire.

Tutto dunque fa parte del proprio progetto animico incarnativo.

L’energia della sessualità pertanto esiste su vari livelli di coscienza.

Continua……